Patologie del Piede

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TweetTra le  sue problematiche  più comuni ci sono quelle che riguardano il retro piede, che possono essere localizzati al tallone o sul lato mediale o laterale del calcagno.FASCITE PLANTAREPer fascite plantare si intende  un processo infiammatorio del cosiddetto "legamento arcuato" o "aponeurosi plantare", che è una fascia fibrosa che decorre in avanti dalla zona mediale del calcagno sino a fondersi con i legamenti che s’inseriscono sulle dita. La fascia plantare  durante il normale cammino ad ogni passo sopporta un carico pari a circa due volte il peso corporeo. Un’aponeurosi plantare eccessivamente tesa ed iper-sollecitata diviene quindi automaticamente il sito di una possibile lesione. Infatti, durante movimenti particolarmente violenti, come ad esempio la fase di stacco durante il salto, oppure in situazioni nelle quali venga fortemente aumentato il carico sulla pianta del piede, come ad esempio correndo velocemente in curva, si può verificare una rottura dell’aponeurosi plantare alla sua origine calcaneare o nei flessori brevi delle dita. Anche gli atleti che presentano un piede eccessivamente pronato sono maggiormente esposti ad incorrere in lesioni da sovraccarico a livello dell’aponeurosi plantare, in quanto l’eccessiva pronazione provoca una maggior tensione della stessa. Non sembra  esistere invece un legame diretto tra fascite plantare e piede cavo o piatto. La fascite plantare si può manifestare a livello del calcagno, e viene in questo caso denominata fascite plantare prossimale, oppure a livello del mediopiede, in questo secondo caso viene denominata fascite plantare distale.    La fascite plantare inizialmente si manifesta in modo insidioso.Durante l’inizio dell’attività compare dolore all’inserzione calcaneare dell’aponeurosi, a riposo il dolore diminuisce. Sono comuni la rigidità mattutina e una zoppia dolorosa quando si inizia a camminare. Dolore alla palpazione e a volte gonfiore sono presenti sul margine laterale del calcagno. Spesso inoltre è presente un irrigidimento del tendine di Achille. A volte può essere associata alla presenza di un accrescimento osseo ( Sperone calcaneare ) a livello della sua inserzione sul calcagno.Il trattamento della fascite plantare si basa in fase iniziale sul riposo per cui bisogna sospendere per qualche settimana gli allenamenti ed evitare di camminare o rimanere in piedi troppo a lungo, specie su superfici rigide.  E'' molto importante sospendere gli allenamenti alle prime avvisaglie della fascite plantare: ignorare il dolore continuando ad allenarsi o sopprimendolo con farmaci specifici, favorisce infatti la cronicizzazione della patologia complicandone notevolmente il trattamento.                                                                                                                                         Lo stretching è sicuramente utile in quanto aiuta a distendere i tessuti che circondano il calcagno, favorendo la guarigione dalla fascite plantare.  I farmaci antifiammatori sono particolarmente efficaci per far diminuire l''infiammazione locale  e possono essere somministrati per via orale o per via topica.                                                                         Le ortesi plantari sono spesso la chiave per sconfiggere definitivamente la fascite plantare. Questi plantari possono permettere ai pazienti di continuare le loro attività sportive, lavorative e ricreative senza dolore. Alcune terapie fisiche si sono dimostrate efficaci nel trattamento della fascite plantare in associazione a trattamenti manuali di scarico dell’aponeurosi calcaneare.Seguendo questi consigli la maggior parte dei pazienti trova sollievo nel giro di 4-8 settimane. Tanto più tempestivamente viene iniziato il trattamento riabilitativo e tanto più precocemente si assisterà ad una riduzione della sintomatologia dolorosa. Al contrario se non si attuano le misure necessarie la fascite plantare, oltre a cronicizzare, tenderà a modificare l''appoggio plantare del soggetto causando a lungo andare complicazioni anche a livello delle ginocchia del bacino e della schiena. Le iniezioni locali di cortisone anche se possono determinare la riduzione dell''infiammazione possono favorire l''indebolimento della fascia plantare ed atrofizzare il cuscinetto adiposo che protegge il tallone.

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